Quando il mare è in tempesta

colomba7

 

Dolci figli,

quando il mare è in tempesta voi cosa fate? Se avete imparato ad ammainare le vele o seguire con dolcezza e abilità il vento saprete sfruttare le correnti e agilmente fluire oltre le nubi nere che vi trasportano nel buio della notte.

Saprete tenere forte il timone e mantenere la direzione, anche se i flutti e le correnti sotterranee vi spingono ad allontanarvene.

Ci vuole energia per fare questo, ma se voi dispenderete nei dubbi e nei conflitti le vostre forze e nella pena piangerete la vostra sfortuna come attingerete quella che occorre per piegare le vele al vento e mantenere la rotta?

Dolci figli, anziché piangere la vostra sfortuna usate le vostre lacrime per bere quando l’acqua vi mancherà.

La vostre sfortuna non è la tempesta che avete incontrato sul vostro cammino, ma la gestione delle vostre forze, che avete scelto seguendo le vostre ragioni e la vostra scelta.

La vostra fortuna è avere imparato ad ammainare le vele quando il cielo era sereno e aver rafforzato la vostre braccia quando potevate girare il timone con un solo dito della vostra mano.

La vostra fortuna è la responsabilità di sapere che salvando voi stessi anche l’equipaggio ed i passeggeri saranno salvi, poiché anch’essi sono sulla stessa imbarcazione, nella stessa tempesta e nello stesso vento.

Dolci figli, sono molte le voci che potete ascoltare, ma potete eleggere un solo capitano.

Eleggete colui che vi guiderà in un porto sicuro o che vi farà vagare tra le nubi nere trovando via via un cielo sereno per evitare la tempesta?

Dolci figli, non è questa la strada.

Io vi dico, allenatevi quando il cielo è sereno. Imparate ad ammainare le vele e conoscere i venti, imparate a conoscere la forza che scorre nelle vostre braccia. Ascoltate in ogni segnale quando la tempesta sta per avvicinarsi, ed allora non fuggite, ma con sapienza mettete a frutto ciò che quando il cielo era azzurro avete imparato.

In quel momento dimenticherete tutto e la paura avrà il sopravvento, a meno che nella quiete delle vostre giornate, anziché prendere il sole e godere della brezza leggera voi abbiate sudato lavando il pontile aiutando l’ultimo dei mozzi, abbiate portato i secchi d’acqua sporca e pelato le patate nella cambusa, abbiate camminato con equilibrio portando le tazzine di te mentre la barca ondeggiava sui flutti.

Allora non sprecherete tempo per aggiungere altra acqua con le vostre lacrime.

Quando la tempesta arriverà voi vi rimboccherete le maniche e cercherete di portare in salvo con ogni mezzo l’equipaggio.

Voi ascolterete il capitano e con tutto quanto è in vostro potere aggiungerete la vostra forza per condurre la barca in un porto sicuro.

Dolci figli, non ringraziate perché oggi il cielo è sereno, ma per l’occasione di imparare a muovervi nella tempesta, a pensare, a parlare, ad agire.

E quando ogni cosa sembrerà perduta e fiumi di sangue scorreranno davanti ai vostri occhi, voi vedrete spuntare l’alba ed allora riconoscerete il tempo.

Dolci figli, allora lasciate fluire liberamente le vostre lacrime.

Allora non saranno sprecate.

Allora si uniranno ai fiumi di nettare e miele che scorreranno fuori e dentro di voi.

E si congiungeranno in un’unica acqua, un’unica terra, un’unica lingua.

Quando ogni separazione sarà superata la terra dell’amore avrà nascita.

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